domenica 23 marzo 2008

TORTA DA LEVÀ DELLA NONNA SOFIA



Quest'anno Pasqua strana.. preceduta da un mese di febbraio molto mite e un marzo freddissimo. E poi non ce l'aspettavamo così presto: dobbiamo ancora digerire i panettoni di Natale!
Non poteva quindi mancare la nostra ricetta di un dolce tipicamente pasqualino nella nostra famiglia, ovvero la Torta da Levà della Nonna Sofia. Come per 'l Zelten, anche in questo caso la preparazione dell'impasto è abbastanza difficile e ci vogliono molto tempo e molta pazienza per ottenere un buon risultato. Purtroppo, come per molte delle ricette delle nostre nonne, le dosi non sono ben definite, ma si va un po' ad occhio e qui si vede la bravura del cuoco.. vabbeh, non parliamo dei disastri che abbiamo fatto prima di ottenere un risultato decente!! Speriamo che a voi vada meglio.
Buona Pasqua a tutti!




INGREDIENTI
  • 1 cubetto di lievito
  • 1 pugno di uva sultanina
  • 2 bicchieri di latte tiepido
  • circa 1 kg di farina
  • 1 bicchiere piccolo d'olio extravergine d'oliva
  • 180 g di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • 3 uova

Sciogliere il lievito in un bicchiere di latte tiepido. Impastarlo con la farina (q.b.) fino a quando non si ottiene una crema densa e morbida. Lasciar lievitare l'impasto al caldo per circa 2h, fino a quando non ha lievitato bene. Aggiungere altro latte (1 bicchiere) ed altra farina fino ad ottenere nuovamente un composto di consistenza omogenea. Lasciarlo lievitare per altre 2h. Sbattere a parte le uova con 180g di zucchero, 1 pizzico di sale e 1 bicchierino d'olio. Aggiungere il composto a quello lievitato ed aggiungere ancora della farina fino ad ottenere un impasto bello omogeneo (in tutto si usa circa 1 kg di farina per l'impasto della torta); aggiungere in ultimo l'uva sultanina lavata. Imburrare ed infarinare una teglia di diametro di 28/30cm circa e versare il composto. Lasciar lievitare ancora ed infornare quando l'impasto si è gonfiato ben bene. Cuocere a 150°C per 1 ora.



SPETTACOLO DIVINO

RAMANDOLO DOCG - IL RONCAT DI GIOVANNI DRI - RAMANDOLO-NIMIS-(UDINE)
www.drironcat.com
Finalmente un "dolce non troppo dolce", asciutto, che si presta ad un abbinamento con un vino dolce. I vini dolci sono infatti i più difficili da accompagnare a torte, dessert, dolci al cucchiaio (etc.) poichè le singole dolcezze si vanno a sommare e diventano stucchevoli e stancanti per il palato. Il vino scelto è un Ramandolo DOCG, Verduzzo friulano coltivato nelle colline di Ramandolo-Nimis, in provincia di Udine. Questo classico vino da dessert si contraddistingue per la presenza di tannino nell'uva che, mitigato, ritroviamo nel vino. Il tannino fruisce un leggero sapore amaro e di ruvidezza che rende più gradevole la dolcezza. Accompagnato da una buona componente acida tipica del vitigno che permette al Ramandolo di preservarsi nel tempo e prolungare oltremodo la sua freschezza.


1 commento:

Anonimo ha detto...

Ciao, si vede che avevo mal di testa quando ho scritto l'abbinamento del Ramandolo, avrò ripetuto almeno una decina di volte la parola dolce.
Scusate, provvederò a correggere. Promesso, Clizia