Visualizzazione post con etichetta cannella. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cannella. Mostra tutti i post

domenica 3 maggio 2009

TELL POMMES - Le mele di Guglielmo Tell

La settimana scorsa sono stata a fare colazione da Stella. E che colazione! Ho portato qualche dolcetto ma niente in confronto a quello che mi si è presentato davanti al mio arrivo. Panetti diversi, marmellate e gelatine di bacche di sambuco e altri frutti particolari, tortine salate e dolci tradizionali della panetteria del piccolo paesino dove vive. Uno spettacolo!
Il dolcetto che più mi ha incuriosito è stato proprio questa TELL POMME.
«Ma come, non conosci la Tell Pomme dopo due anni che vivi qui?»
Eh, no, proprio non l'avevo mai vista. Ma mi ha subito conquistata per la forma e la semplicità.
E allora l'ho provata a fare da sola, arricchendola con qualche goccia di cioccolato che nell'originale non c'era. Le mie mele sono decisamente più bruttine di quelle della panetteria, ma sono davvero buonissime!!



Ingredienti per 5 mele di Guglielmo Tell

  • 2 mele di piccola-media grandezza (ho usato mele GALA)
  • 1 spolveratina abbondante di cannella
  • 1 pugno di gocce di cioccolato
  • 270 g di pasta sfoglia (già spianata)
Spianare bene la pasta sfoglia. Pelare le mele e tagliarle a cubetti, aggiungerci la cannella e le gocce di cioccolato.


Formare delle collinette di mele su metà della pasta, poi chiuderci sopra l'alta metà. Premere bene sui bordi, affinché non esca il ripieno durante la cottura.



Con un coltello affilato tagliare intorno alle collinette, dando la forma di mela (non scordatevi il picciolo!). Con la pasta sfoglia rimanente si possono fare dei piccoli croissant.


Cuocere in forno preriscaldato a 200°C (ventilato), per circa 20 minuti o finché le mele saranno belle dorate.

domenica 12 aprile 2009

BUONA PASQUA... con le girelle di cannella e cocco


Poco tempo fa, con nostra sorpresa, abbiamo ricevuto una mail da una ragazza brasiliana che diceva di chiamarsi Zirela e di essere curiosa di conoscere il significato di questo termine che noi abbiamo usato come nome del nostro blog. Le abbiamo spiegato che da noi è una caramella a base di zucchero, tipica della nostra regione e le abbiamo raccontato che anche i nostri avi sono emigrati nelle zone del Sud del Brasile dove lei vive. Chissà se questo ha influito sulla scelta del suo nome... In occasione della Santa Pasqua abbiamo pensato a lei ed ai nostri lontani parenti (Sergio e Valdir Zambiasi) ed abbiamo deciso di preparare una ricetta brasiliana, presa da un libro sulla cucina tipica brasiliana, acquistato qualche tempo fa da mia sorella maggiore, in uno dei suoi attacchi di nostalgia del Brasile.
La ricetta scelta c'entra con la Pasqua per il fatto che la pasta è ripetutamente lievitata come nella migliore tradizione che vuole che si festeggi mangiando il pane o un dolce di pasta lievitata. La ricetta è leggermente modificata, sia nelle misure sia nella glassa esterna, ma la ricetta originale l'abbiamo presa da "BRASILE. Cucina di mia madre" di Viviane Tronel.
In fondo alla ricetta troverete anche una foto con, in primo piano, le uova decorate dalla nostra mamma secondo le indicazioni della nonna. Si prendono i fiori di campo e si appoggiano sull'uovo, quindi si fermano con le bucce di cipolla e infine si bloccano intorno all'uovo con il filo da cucito; quindi si bollono per circa 8 minuti in un pentolone di acqua pieno per metà di fondi di caffè. Trascorsi gli 8 minuti si toglie il pentolone dalla fiamma, si raffreddano le uova in acqua corrente fredda. Ora sono pronte, in negativo si vedono le impressioni dei fiori e le uova risultano color buccia di cipolla.

In fondo a tutto ci sono le foto della piccola Iris Aurora, che mi ha aiutato a fare l'impasto... un aiuto a dir poco fondamentale, per non parlare della compagnia («Zia, aggiungi farina. Zia chi mi toglie questa schifezza dalle mani? Appiccica tutta!»

INGREDIENTI PER CIRCA 20 GIRELLE
per la pasta
  • 750 g farina
  • 1 uovo
  • 35 cl latte tiepido
  • 25 g lievito fresco per pane
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 1 pizzico di sale
per il ripieno
  • 2 cucchiaini da caffè di cannella in polvere
  • 70 g di burro morbido
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 40 g di farina di cocco
per la glassa
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 2 cucchiaini da caffé di zucchero
In una terrina mescolare lo zucchero con il latte, l'uovo, il lievito e il pizzico di sale.


Aggiungere poi, a pioggia, la farina e lavorare bene l'impasto finché non risulta liscio e morbido e si stacca bene dalle pareti della ciotola.


Lasciar riposare l'imposto in un luogo tiepido, coprendo la ciotola con un panno, per circa 20 minuti.


Nel frattempo preparare il ripieno mescolando in una terrina il burro a temperatura ambiente con lo zucchero, la cannella e la farina di cocco, finché non si ottiene un crema morbida.
Stendere la pasta tirandola a uno spessore di circa 0,5 cm e stendere la crema.


Arrotolarla nel senso della lunghezza, chiudendo bene i bordi, e tagliare delle fette di circa 2,5 cm. Disporle su una teglia precedentemente foderata con carta forno e lasciarle riposare per circa 1 ora. Nel frattempo accendere il forno a 210°C.


Infornare le girelle e lasciarle cuocere per circa 20 minuti. 5 minuti prima del termine della cottura estrarre le girelle dal forno e spennellarle con l'aiuto di un pennello con il latte mescolato con lo zucchero.

P.S. il genio del mio ragazzo ieri sera ha disinstallato il programma che abitualmente utilizzo per modificare le foto, quindi scusate se non sono molto elaborate o ad effetto, ma ho dovuto usare ciò che avevo, giusto per ridurle ed inserire un paio di scritte!

sabato 14 marzo 2009

STRUKLI GORIZIANO, almeno un tentativo :)

È già quasi un anno che la sorellina Mary si è laureata, ma ancora sono vivissimi i ricordi di quel bellissimo giorno estivo. In quell'occasione siamo stati a pranzare dal "Mic" a Mossa (GO). Scontato dire che abbiamo mangiato benissimo. Ma il massimo è stato il dolce: lo strukli.


Strukli è il corrispettivo sloveno della parola Strudel in tedesco. Come nel Trentino-Alto Adige (ne abbiamo già parlato qui e qui), anche in Friuli-Venezia Giulia ci troviamo di fronte a una vera e propria cucina di confine. Nella gastronomia di questa regione si trovano moltissimi aspetti della cucina slovena, croata, austriaca e ungherese, frutto di una storia travagliata e di mescolanze di popoli.
Oggi lo strukli è un dolce in queste zone. Leggendo un po' qua e là in internet si scopre inoltre che lo strukli è anche uno dei piatti più tipici di Zagabria, dove però è un primo piatto e non un dolce.



Devo dire che quello strukli di Mossa mi ha davvero conquistata. Dato che la ricetta è un vecchio segreto di questo agriturismo, mi sono dovuta accontentare delle poche informazioni trovate in internet. Senza prendere troppi appunti, volevo provare ad improvvisare e vedere cosa sarebbe riuscito. Naturalmente niente di paragonabile né per colori né per sapore a quello del "Mic", ma è stato un tentativo interessante che tenterò di migliorare.

Ingredienti per 2 porzioni abbondanti
Per l'impasto
  • 1 uovo
  • 125 g di farina
  • 25 g di zucchero
  • 1 pizzico di sale

Per il ripieno

  • 250 g di ricotta
  • 1 tuorlo d'uovo
  • 1/2 cucchiaio di zucchero a velo

Per accompagnamento

  • frutti di bosco caldi
  • cannella in polvere
  • 1 noce di burro


Preparare l'impasto amalgamando farina, zucchero, sale e uovo. Fare una pallina e metterla in frigo avvolta in pellicola trasparente per almeno un'ora.
Stendere l'impasto fino a ottenere una sfoglia sottile di dimensione quadrata/rettangolare. Preparare il ripieno lavorando la ricotta con il tuorlo e lo zucchero a velo e spalmarlo sulla sfoglia. Arrotolare la sfoglia per fare uno strudel.

A questo punto è possibile avvolgere lo strukli in uno straccio da cucina chiudendone bene le estremità per poi cuocerlo in acqua bollente per almeno 15-20 minuti. Io ho preferito dividerlo in strudel di piccole dimensioni e utilizzando la pellicola trasparente ho realizzato dei salamini che ho cotto in acqua bollente per circa 10 minuti.


A cottura ultimata "liberare" i salamini dalla pellicola e lasciare raffreddare.
Una volta freddi, tagliare a fette e passare in padella antiaderente nel burro sciolto ( a fuoco bassissimo). Posizionare sul piatto e accompaganre con la cannella e i frutti di bosco caldi.




________________________________________________________________
Con questa ricetta partecipiamo alla raccolta
"Strudel amore mio!" di Pippi











sabato 7 febbraio 2009

KAISERSCHMARRN + INNSBRUCK

Ogni volta che preparo questo piatto per una cena veloce mi vengono in mente gli anni passati a Innsbruck. È proprio lì che mi sono innamorata della cucina austriaca, soprattutto dei piatti dolci, che lì vengono consumati anche come vero pasto accompagnato dal latte fresco. (A questo punto mi sembra doveroso ringraziare la nonna di Julia!!!) Come nel caso di altri piatti della tradizione dei paesi di madrelingua tedesca, il Kaiserschmarrn è molto famoso e preparato in diverse regioni, non solo in Austria. Ci sono diverse leggende riguardo all'origine del piatto: il protagonista naturalmente è sempre l'imperatore (Kaiser) d'Austria Franz Joseph I. In una prima leggenda si trovava nei boschi del Salzkammergut e si dice che in suo onore il normale pranzo dei taglialegna sia stato migliorato con uvetta, uova e latte. Secondo un'altra fonte l'imperatore era famoso per amare le Palatschinken, le crêpe di origine ungherese. Ma quando al cuoco dell'imperatore non riuscivano e si rompevano, venivano date alla servitù. La parola Schmarrn/Schmarren indica il caos, il disordine, oggi si usa anche per dire "che stupidata/sciocchezza" = "Das ist Schmarrn"!



Ingredienti per 2 persone
  • 3 uova
  • 1 pizzico di sale
  • 380 ml di latte
  • 30 gr di zucchero
  • 1 bustina di zucchero vanigliato
  • 230 gr di farina
  • 80 gr di uva sultanina
  • 1 noce di burro o 1 cucchiaio d'olio per la cottura

Accompagnamento: zucchero a velo, cannella in polvere, marmellata di ribes rosso

Per prima cosa dividere i tuorli dagli albumi. In una terrina mescolare con il mixer il latte con la farina (mi raccomando niente grumi!) e poi aggiungere i tuorli e lo zucchero. A parte montare gli albumi a neve e lentamente aggiungerli al composto, mescolando piano piano.


Quando il composto sarà omogeneo, in una padella antiaderente scaldare metà dell'olio o del burro e versarci dentro il composto. Cuocere a fuoco medio per 2 minuti, poi abbassare subito la fiamma e lasciar continuare la cottura per altri 2 minuti. (A questo punto si può aggiungere a pioggia l'uva sultanina.)

Con l'aiuto di un piatto capovolgere questa semicrêpe gigante e procedere con la cottura come sopra. A questo punto con una paletta fare a pezzettini la quasi-crêpe e completare la cottura a fuoco basso.

Servire con zucchero a velo e cannella oppure con confettura di ribes rosso. Questa confettura è tipica in abbinamento a questo piatto e veramente perfetta: il Kaiserschmarrn è molto dolce e con l'acidità del mirtillo rosso si equilibrano i sapori.
Per chi non ha la fortuna di avere i ribes rossi in giardino per preparare la marmellata, consigliamo quella di RIBISEL della D'ARBO (qui in tedesco, qui in inglese), azienda tirolese specializzata nella produzione di marmellate e succhi.



Qualche mese fa sono ripassata per Innsbruck, era una giornata stupenda e calda nonostante fosse autunno inoltrato. Ho fatto un breve giro per il centro e ho fatto qualche foto di ricordo, quelle che prima non avevo mai bisogno di fare visto che ci vivevo.









domenica 30 novembre 2008

POLPETTINE DI BÜNDNERFLEISCH E SPEZIE

L'altro giorno ho visto al supermercato un bel pezzo di Bündnerfleisch, tipica carne di manzo del Canton Grigioni, lavorata con sale, nitrati e spezie. Normalmente questa carne viene seccata per diversi mesi ed in questa fase viene pressata più volte per fare in modo che i liquidi rimanenti non si concentrino in un solo punto. Si mangia affettata e servita su fette di pane nero, è molto simile alla bresaola valtellinese , anche se quest'ultima ha un sapore meno intenso. Anche la carne che si compra in pezzo unico (invece che affettata) conserva normalmente lo stesso sapore di quella affettata. Nel mio caso invece ho fatto un bell'errore. Ho comprato questi 150 grammi di pezzo di Bündnerfleisch che però praticamente era fresca. Essendo Bündnerfleisch piuttosto giovane, mi aspettavo un gusto almeno leggermente simile allo speck austriaco, che è decisamente meno saporito e speziato di quello sudtirolese, ma niente di tutto questo. Era semplicemente un pezzo di carne non fresca ma leggermente speziata, dalla consistenza disgustosa. Più che giovane Bündnerfleisch come indicava l'etichetta, credo fosse Bündner Bergschinken . Sicuramente gli svizzeri sanno come utilizzare questo tipo di carne nella loro cucina, in modo da renderla appetitosa. Ma in quel momento davvero non sapevo che pesci pigliare. Allora ho avuto un'idea. Eccola qui.


Ingredienti per 8 polpettine
  • 150 gr di Bündnerfleisch giovane (anche se sicuramente non è la definizione giusta)
  • 150 gr di spinaci bolliti
  • 1 pugno di uvetta (precedentemente ammollata in acqua tiepida)
  • 1 bella spolverata di cannella
  • 1 grattatina di noce moscata
  • 1 cucchiaio di farina
  • 1 uovo
  • 2 tazze di pangrattato
  • sale e pepe nero
  • 1 cucchiaio d'olio extravergine di oliva
Tagliare la carne a piccoli dadini. In una terrina mescolare la carne con gli spinaci, l'uvetta, la cannella, la noce moscata, la farina, l'uovo, il sale ed il pepe. Con il pangrattato formare delle palline un po' schiacciate.

Cuocere in padella (a fuoco medio-basso) nell'olio extravergine, girando spesso le polpettine finché saranno dorate.



venerdì 10 ottobre 2008

MELAMANGIO! - Lo strudel della nonna Beppina

BUON COMPLEANNO ZIRELA!!


Zirela oggi compie 1 ANNO e ne siamo particolarmente orgogliose!!

Per questo avvenimento abbiamo pensato di lanciare un'iniziativa speciale: MELAMANGIO!, ossia una raccolta di ricette che presentano la mela come ingrediente principale. Abbiamo scelto questo frutto perché ci troviamo proprio nella stagione della mela e perché rappresenta un po' quello che siamo ed il nostro passato, le nostre radici, la memoria arcaica del nostro gusto; da dove sono partiti narici e palato verso le sinapsi dei nostri centri nervosi! Insomma il nostro background gastronomico. Quante volte siamo state a fare la coidura (raccolta delle mele) dai nonni a Tassullo! Era un po' come una grande riunione di famiglia, ci si ritrovava tra amici, zii e cugini. Noi due sorelle più vecchie ci ricordiamo ancora del nostro primo contributo a questo duro lavoro. Il ruolo dei bambini era quello meno piacevole, la raccolta delle mele cadute a terra che marcivano e su cui si rischiava di scivolare, oltre ad essere dei focolai del fungo per le annate successive. Il nonno ci dava perfino 200 Lire per ogni cassetta di mele marce raccolte; ciò evitava grossi incidenti nel campo, con l'erba alta certo non si vedevano! Dietro a questa severa figura si nascondeva un uomo buono e soprattutto un agricoltore. Amava il suo lavoro, la sua famiglia era tutto e la dedizione ai suoi pradi (campi) era unica. Ha cresciuto ognuno dei suoi sette figli insegnandogli il valore della Terra e dei suoi frutti di cui aveva un estremo rispetto, come di Dio. Nel campo ci godevamo gli ultimi pomeriggi senza compiti e l’ultimo sole caldo, nel terso cielo autunnale, di quell'azzurro che risalta contro gli sfondi, delle essenze che virano dai gialli, ai rossi, agli arancioni, per finire nel marrone. Che ricordi incantevoli ed indelebili!



Per partecipare a MelaMangio:

1) inviare una e-mail all’indirizzo zirelablog@gmail.com con i vostri dati (nome, blog o sito, ecc.) e il link alla ricetta.

Se non avete un blog, ma volete comunque farci avere la vostra ricetta speciale, speditela pure al nostro indirizzo e-mail e noi la inseriremo nella raccolta di MelaMangio.


2) inserire nel vostro blog o sito l’immagine di MelaMangio con il link al blog Zirela.

Aspettiamo con ansia le vostre ricette (scadenza: 15 novembre 2008). Speriamo partecipiate numerosi e siamo già da ora molto felici di festeggiare con voi il primo anno di Zirela.



LO STRUDEL DELLA NONNA BEPPINA

Si sa, il primo anniversario dà un brivido diverso...Per questa occasione così speciale abbiamo pensato ad un dolce che ci ha accompagnato in ogni autunno della nostra infanzia e della giovinezza: lo strudel della Nonna Beppina. Come per la coidura, anche questo fa parte dei ricordi ed in particolare i sabati pomeriggio passati dalla Nonna Beppina, tra cugini e zii. Erano gli anni in cui la nonna stava ancora bene e poteva fare almeno due teglie di giganteschi strudel deliziosi. Tra un gioco ed un racconto delle avventure scolastiche, ci aspettava una fantastica pausa, la marenda, con tè di frutti e una fettona di strudel serviti su un piccolo tavolino di giabioni (casse) di legno. C’erano sempre le gare tra chi voleva il “culo”, cioè l’estremità; si prendevano in giro quelli a cui non piaceva l'uvetta e che si dedicavano ad una minuziosa estrazione della stessa dallo strudel. Poi le lunghe chiaccherate sulle novità del paese. Venivano nominati personaggi dai soprannomi stranissimi (la Cunela, el Bepi Spuza ecc.) che non avevamo nemmeno mai visto ma che, dopo tanti racconti, conoscevamo perfettamente. Quando poi la Nonna non è più riuscita a fare tanti strudel per i suoi numerosi nipotini (ormai cresciuti), la ricetta è stata ereditata: nella nostra famiglia ne hanno gloriosamente fatto buon uso la zia Germana e la nostra sorellona Clizia, anche se quello della Nonna Beppina rimane tuttora imbattutto. Ed oggi vi presentiamo qui la ricetta originale.


INGREDIENTI PER DUE STRUDEL (di media grandezza)

  • 10 cucchiai colmi di farina
  • 6 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 2 cucchiai di grappa
  • 1 pizzico di sale
  • mezzo bicchiere scarso di latte

PER IL RIPIENO

  • 3 o 4 mele renette (è importante usare questo tipo di mela perché ha un retrogusto acidulo che non rende lo strudel così dolce come quando vengono utilizzate le mele golden; la mela renetta inoltre ha una polpa più compatta ed asciutta, che rilascia meno acqua durante la cottura)
  • uva sultanina
  • pinoli
  • noci
  • cannella in polvere
  • 3 biscotti sbriciolati
Mescolare bene, con l'aiuto di un cucchiaio, la farina con il sale, lo zucchero, l'olio e la grappa.Aggiungere poi gradualmente al composto il latte ed incominciare ad impastare bene bene con le mani il composto, fino a quando la pasta non raggiunge una consistenza elastica. Se vi sembra che l’impasto si incolli alle mani e che stia diventando un disastro, non preoccupatevi!! ;) Continuate ad impastarlo fino a quando questo non risulti omogeneo (oppure se avete una macchina da cucina, usate quella che è davvero di grande aiuto.) Preparare la farcitura dello strudel tagliando le mele a piccoli pezzi e mescolandole con l'uva sultanina, i pinoli, le noci, la cannella ed i biscotti sbriciolati. Dividere in due la pasta e stenderla con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia sottile. Riporla nella teglia (non dimenticate la carta forno!!) e riempire con il composto alle mele.


Chiudere bene i bordi sovrapponendoli e infornare a 170°-180°C per circa 20-25 minuti. A 5 minuti dal termine della cottura preparare una glassa con zucchero e del latte tiepido e spennellarla sullo strudel. Al termine della cottura lasciar raffreddare e spolverare a piacere con dello zucchero a velo (anche se la nonna Beppina non lo faceva mai perché la glassa che si formava sopra era buonissima così, senza nient'altro!). Gustare freddo con del té karkadé (alla rosa canina, il preferito del nonno Pio) o caldo abbinato ad una crema alla vaniglia.