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venerdì 15 maggio 2009

TORTINO DI ASPARAGI E PATATE DI JAMIE OLIVER

Devo dire che dalla prima volta che mi è capitato di vedere Jamie Oliver in una delle sue trasmissioni, sono rimasta subito affascinata dal modo di cucinare, dall'uso e dalla mescolanza di ingredienti appartenenti classicamente a diverse culture gastronomiche. Damiano mi ha regalato poi i due primi libri in inglese. Davvero una scoperta. Ci siamo davvero divertiti a provare diverse ricette. Quest'anno poi dalla sorella XL ho ricevuto l'ultimo libro "La mia cucina naturale". Qui le ricette sono ordinate secondo la stagione di maturazione degli ingredienti di base. Una soluzione davvero interessante.
L'unica pecca di questo libro è la traduzione in italiano, ci sono errori veramente eclatanti. La freschezza e la magia della lettura in lingua originale va persa.



La prima ricetta provata da questo nuovo ricettario è stato tortino di asparagi e patate.
Non avendo a disposizione formaggio lancashire e cheddar, li ho sostituiti con ricotta e Vacherin svizzero. Affinché fosse un pochino meno calorico, ci ho messo meno panna, aggiungendo un poco di creme fraîche.



Ingredienti

  • 250 g di patate lesse e schiacciate
  • 250 gr di asparagi leggermente lessati
  • 5 fogli di pasta fillo (40cmx30cm)
  • 50 g di burro fuso
  • 120 g di ricotta
  • 80 g di Vacherin grattuggiato
  • 3 uova piccole
  • 80 ml di panna
  • 100 g di creme fraîche
  • sale e pepe

Mescolare la panna, la creme fraîche, le uova in una terrina, in un'altra il Vacherin von la ricotta. Aggiungere al primo impasto la ricotta, il Vacherin e le patate schiacciate. Salare e pepare.
Stendere i fogli di pasta fillo in una teglia bassa, ungendo ogni foglio con il burro sciolto.


Versarci dentro l'impasto e posizionarci sopra gli asparagi. Infornare a 190°C e cuocere per circa 20 minuti, finché la pasta sarà dorata. Una volta tolto dal forno, lasciar riposare per 10 minuti prima di servire.

venerdì 14 novembre 2008

GNOCCHI DI PATATE CON POMODORO FRESCO E RUCOLA


Istanbul, città enorme, città affascinante, città europea ed asiatica, città che rimarrà nel mio cuore per tutte le risate che mi sono fatta su un piccolo taxi giallo che correva a velocità assurde per portare 6 di noi alla piazza Taksim (un TAKSI per la piazza Taksim), per quelle che ci siamo fatte nella stanza dell'albergo Kent organizzando uno scherzo di cui poi due nostri amici hanno dovuto subire le conseguenze (piccolo contro-scherzo, nulla di pesante!), per tutte quelle che mi sono fatta nell'euforia generale del momento, quando ogni piccolo dettaglio ti fa venire le lacrime agli occhi (la mela anti-stress, la Monica e i suoi gettoni [“Monica, adess sorisoni!!”], el bec, le melanzane e le mele, l'Eugenio e il suo zainetto, il registra, la cartolina prova: “Ge l'ai, e la zigola?!”, il Matteo e la sua amata Francesca, il topolino Tizzi, e tante tante altre).
Il ritorno al lavoro lunedì è stato un po' traumatico, soprattutto perché queste “reunion” con gli amici di infanzia mi fanno venire nostalgia dei vecchi tempi, quando avevo 16 anni e uscivo a ballare con loro ogni sabato, quando forse mi sentivo più felice o le piccole cose mi facevano ancora sentire felice, mentre ora vivo continui alti e bassi in cui le crisi di nervoso sono le più frequenti.
Il viaggio ad Istanbul è stata per me un'esperienza unica poiché per la prima volta mi sono trovata in una cultura per alcuni aspetti diversa dalla nostra, ma comunque particolare e piena di tradizioni. Mi sono piaciute molto le moschee, luogo in cui si respirava un'aria di pace, di tranquillità, di vera preghiera profonda. Era da quando non partecipavo ad una messa battista che non mi sentivo più così. Mi è piaciuta la guida, simpatica e spontanea (cito parole testuali: “Non vale la pena di visitare altre moschee, tanto sono tutte uguali”); mi è piaciuto molto il cibo che, nei pochi giorni che abbiamo trascorso lì, si è visto caratterizzato da un abbondante uso di melanzane e di frutta fresca tipo mele e mandarini (potrete trovare alcune foto di seguito anche se purtroppo non conosco i nomi di queste pietanze!) e mi è piaciuto sentirmi a casa anche se a migliaia di kilometri di distanza. Mi succede spesso quando è da un po' di tempo che sono ferma (per modo di dire) in Trentino e sento la necessità di staccare dalla vita italiana. Non riesco nemmeno più a guardare il telegiornale ultimamente, ma questo è un altro discorso.


Cannolini di pasta fillo con formaggio acido (tipo feta)

Involtini di foglia di vite con ripieno di riso
P.S. il Gourmet de LAMIACUCINA proprio questa settimana ha pubblicato una ricetta simile, sulla base di quella turca... andate a vedere


Salsa piccante di pomodoro e chicchi di grano

sfoglia con formaggio e prezzemolo

spezie varie

Kebap di pollo e agnello con riso e verdure cotte


dolce tipo budino con granella di pistacchio


Per l'occasione ecco una ricetta classica ma speciale, tutta opera della mia sorellina Clarissa, che nel fare gli gnocchi è seconda solo alla Nonna Sofia (sua maestra!). Buon appetito!

INGREDIENTI PER 2 PERSONE:
  • 1 patata grande per persona*
  • 1 uovo
  • noce moscata
  • farina q.b.
  • sale
  • Per il sugo: 3 pomodori freschi, 1 cipolla e un mazzetto di rucola fresca
  • Altri sughi a piacere: ragù, sugo di pomodoro, burro fuso, salvia e pancetta tagliata a dadini, pesto e quello che vi suggerisce la vostra fantasia!

*se si preparano per più di 2 persone, aggiungere una patata al totale delle patate ottenute: per esempio per 4 persone servono 5 patate.


Lessare le patate in acqua salata. Una volta cotte, schiacciarle con lo schiacciapatate su un piano di lavoro. Lasciar intiepidire le patate e salare se necessario.
Nel frattempo preparare il sugo: sminuzzare la cipolla e farla dorare a fuoco medio con un goccio d'olio. Aggiungere poi i pomodori tagliati a pezzetti piccoli e, dopo circa 5 minuti, aggiungere la rucola tagliata finemente.
Per gli gnocchi: aggiungere l'uovo e la noce moscata grattuggiata. Amalgamare l'impasto con le mani aggiungendo poco alla volta la farina finché il composto risulta morbido ma non appiccicoso. Mettere gli gnocchi (pochi alla volta) a cuocere in acqua bollente. Scolare quando gli gnocchi salgono in superficie.
Saltare gli gnocchi in padella con il sugo e servire con una fogliolina di rucola.


venerdì 31 ottobre 2008

FRICO CON POLENTA E FINFERLI e la raccolta delle olive

La nostra sorellona Cli ci racconta le sue avventure...

In una splendida giornata autunnale ci siamo cimentati per la prima volta nella raccolta delle olive. Dopo mesi di controllo degli olivi, dalla fioritura all'allegagione e della crescita, nonché l'osservazione nelle ultime settimane sulle variazioni, anche minime,
di colore, finalmente oggi abbiamo deciso che il momento tanto atteso era sopraggiunto: LA RACCOLTA!

Abbiamo riunito le forze e le olive: prima abbiamo raccolto le nostre, circa 5 kg, poi circa 3 kg a San Martino da dei conoscenti e infine ci siamo dedicati all'albero dei nostri vicini (a cui si riferiscono le foto). Pensavamo di aggredirlo e spogliarlo in 2 ore in 4 persone, invece ce ne abbiamo impiegate ben 6 di ore per nemmeno riuscire a finire (ci mancano ancora 10 kg)! E' stata una bellissima esperienza e ora siamo convinti che pianteremo ancora qualche albero! Domani andremo al frantoio Lizzi di Ragogna di San Daniele del Friuli dove frangeremo le olive per ottenere il nostro primo olio di oliva extra-vergine! Vi faremo conoscere la resa, cioè quanti litri di olio avremo ottenuto dai nostri ben 62 kg (momentaneamente) di olive.

A presto e baci


[Seguiranno aggiornamenti sulla visita al frantoio!!!]


Per completare questa avventura friulana, abbiamo pensato ad un piatto molto tipico della zona: IL FRICO! Si tratta del tipico accompagnamento alla polenta e ne esistono due versioni. La versione più semplice è a base di solo formaggio grattugiato, lasciato sciogliere brevemente in una padella antiaderente, finché diventa croccantino. Per la seconda versione vengono invece impiegati anche altri ingredienti, come le patate e la cipolla, la preparazione è decisamente più lunga e il risultato è una tortina morbida. Il formaggio da utilizzare è naturalmente il Montasio: formaggio D.O.P. tipico del Friuli e anche di alcune zone del Veneto (cartina), perfetto per il frico, essendo un formaggio dal sapore piccante, ma che fonde facilmente e si amalgama benissimo con altri ingredienti.


Ingredienti per un piccolo frico (20-25 cm di diametro circa)

  • circa 400 gr. di patate
  • circa 180-200 gr. di Montasio
  • 1/2 cipolla
  • una presa di sale
  • un goccio d'olio extravergine d'oliva

Per prima cosa grattugiare il Montasio (con i fori più grandi della grattugia) e lasciarlo riposare su uno straccio o sulla carta da cucina.


Tagliare le patate a pezzettini piccoli e affettare le cipolla. Saltare le patate con il pizzico di sale e la cipolla in un goccio d'olio, poi abbassare la fiamma e lentamente portare a cottura le patate, mescolando spesso.


Quando le patate saranno morbide, schiacciarle grossolanamente con una forchetta ed aggiungere il formaggio grattuggiato. Mescolare e far amalgamare bene finché il formaggio non si sarà sciolto e non filerà più.



A questo punto dare forma di tortina e lasciare che si formi la crosticina sotto. Poi girare il frico aiutadosi con un piatto e lasciare che si formi la crosticina anche da questo lato.




Per la polenta ed i finferli non c'è molto da dire....

  • Per una piccola polenta per 2 persone:
    Far bollire circa 700 ml d'acqua salata, versare la farina di mais (circa 300 gr.) rimescolando con una frusta. Lasciar cuocere a fuoco medio-basso per circa 40-50 minuti, mescolando di tanto in tanto con un mestolo di legno (chiamata glava nel nostro dialetto). Versare la polenta su un tagliere rotondo di legno.
  • Per i finferli:
    Pulire i finferli dalla terra e eventualmente tagliarli in pezzettini (dipende dalla grandezza dei funghi!!). Saltarli in padella velocemente (5 min) con uno spicchio d'aglio e del prezzemolo fresco.

giovedì 2 ottobre 2008

TORTILLA ESPAÑOLA

Oggi ho pensato di pubblicare due piatti in un post solo. Sono due diverse ricette, ma molto buone entrambe, della famosa tortilla spagnola. Durante il nostro erasmus in Spagna sia io che la mia sorellina Clarissa abbiamo infatti affinato l'arte della cucina spagnola che, anche se un po' più calorica della nostra, è decisamente ricchissima di piatti saporiti e gustosi. La tortilla, assieme alla paella, è forse uno dei piatti più conosciuti della Spagna ed avendo vissuto con delle spagnole ho imparato che capita un po' come per la ricetta del nostro ragù: ognuno ha la sua. Proprio per questo, anche la mia sorellina ed io siamo tornate dalla nostra esperienza spagnola con una ricetta diversa ma abbiamo deciso di pubblicarle comunque entrambe per permettervi di scegliere quella che più vi ispira. La mia ricetta è un ricordo delle cene a casa di Corinne, Sofia e Alba, quando quest'ultima ci deliziava con i suoi piatti spagnoli con un tocco gallego (una volta ci aveva fatto il pulpo a la gallega o pulpo à feira, come lo chiamano loro, buonissimo!!). Naturalmente anche quella di mia sorella è frutto dell'esperienza erasmus, ma è di Pablo, un amico del Residencial Emilio Hurtado di León. Una la chiameremo strong perché Alba non ci andava mai piano con l'olio, mentre la seconda light perché Pablo studiava deporte (il nostro ISEF) e quindi ci teneva di più alla salute e alla linea. Buon appetito a tutti. E nel frattempo speriamo che il computer della Clary torni dalla settimana in assistenza in forma e soprattutto con tutti i dati altrimenti come facciamo a pubblicare le prossime ricette?!
Buona settimana a tutti voi!


RICETTA LIGHT PER 4 PERSONE (nella foto: bocadillo de tortilla con chorizo)
Ingredienti
  • 4 patate di media grandezza
  • 1 cipolla grande (gialla è meglio)
  • 2 uova
  • olio extravergine d'oliva
Mettere a scaldare l’olio e nel frattempo tagliare le patate a dadini e la cipolla a rondelle. Far rosolare il tutto per alcuni minuti. Poi scolare bel bene dall’olio ed aggiungere alle uova precedentemente sbattute con un pizzico di sale e di pepe. Lasciar riposare il composto per alcuni minuti e poi cuocere in una padella aderente con un goccio d’olio ben caldo per pochi minuti da entrambi i lati.
Servire calda o fredda con alcune fette di chorizo in un panino tipo ciabatta e accompagnare con una buona Clara (bibita a base di birra e lemonsoda, anche se in alcune zone della Spagna viene fatta con birra e gazosa).



RICETTA STRONG (nella foto: tortilla strong)
Ingredienti
  • 4 patate
  • 1 cipolla grande (gialla è meglio)
  • 2 uova
  • olio extravergine d'oliva

venerdì 12 settembre 2008

STRUDEL SALATO DI ZUCCHINE E PATATE


L'estate è agli sgoccioli e le zucchine escono di scena per lasciare posto a cibi più autunnali: sta per cominciare la stagione delle mele, dell'uva (parlando di frutta), dei cavoli e delle verze. I cibi presenteranno sapori e profumi diversi ed avranno il compito di accompagnarci e coccolarci durante questo nuovo autunno.

Questo strudel salato è nato dall'idea di terminare quelle cose che a volte si cominciano per golosità e poi non si riesce mai a terminare: 4 fette di salame, un po' di zucchine che si stanno letteralmente "appassendo" nel frigo, due pezzettini di formaggio che non si ricorda più di aver acquistato. La cosa fantastica degli strudel salati è che sono facili da fare, comodi da consumare (li si può cuocere con ore di anticipo e gustare freddi o caldi) e ti permettono di finire tutti gli svanzaroti (avanzi) che si trovano in frigo. Il risultato è sempre buonissimo e la cosa a volte mi risulta quasi inspiegabile!


Ingredienti per uno strudel:
  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 2 patate
  • 2 fette di pancetta
  • 2 fette di speck
  • 4 fette di salame
  • 50 g formaggio Emmenthaler (o un altro formaggio dal sapore piccantino)
  • 50 g formaggio Vacherin (o un altro formaggio che fila e fonde)
  • 3 zucchine di media grandezza (io preferisco quelle verdi chiare)
  • olio d'oliva
  • sale
  • pepe
Tagliare la patate a rondelle sottili e farle cuocere a fuoco medio con dell'olio di oliva in una padella antiaderente per circa 5 minuti. Tagliare le zucchine utilizzando la parte della grattugia con i buchi più grossi e farle soffriggere per alcuni minuti in olio d'oliva caldo. Dopo aver eliminato l'eventuale acqua che si è prodotta, lasciarle raffreddare ed aggiungere in seguito le patate, i formaggi ed i salumi tagliati a pezzetti. Mescolare bene il tutto, aggiustare di sale e pepe e cospargere il composto sulla pasta sfoglia. Arrotolare, chiudere bene la pasta sfoglia e cuocere a 200°C per circa 30 minuti (fino a quando la pasta non raggiungere un colore dorato). Servire tiepido o freddo a piacere.

mercoledì 26 dicembre 2007

COSCETTE DI POLLO E PATATINE ALLA J.R.


In questi giorni di festa ne abbiamo fatte di scorpacciate di pesce, di carne, di dolci... un po' di tutto... Ma visto che siamo anche un po' rilassate e pigrette in questo periodo non siamo riuscite a preparare tutto per oggi.... allora ecco uscire dal cappello della Maga Mari una fantastica ricettina, quella di quel pollo molto apprezzato da Ale quando é passato di qui qualche settimana fa...

Alcune settimane fa, appunto, mi ha telefonato Ale, il cognato enologo. Mi ha detto che per lavoro sarebbe venuto in Svizzera, che sarebbe volentieri passato qui a trovarci e si sarebbe fermato per pranzo. Benissimo! Ma cosa preparare? Alla fine ho pensato che avrei potuto fare del pollo al ajillo. Semplice ma di grande effetto. Soprattutto per l'aglio. Ma appunto per le grandi quantità d'aglio, forse una scelta azzardata... Alla fine ho dovuto rimettere la vecchia ricetta di Paco nel mio libretto delle ricette e cambiare un po' di cose..




INGREDIENTI per 2 persone
  • da 4 a 6 coscette di pollo
  • vino bianco (il necessario per coprire le coscette)
  • aglio (almeno 6-8 spicchi)
  • passata di pomodoro (circa 400 gr)
  • 1/2 peperoncino rosso fresco
  • 1 ramo di rosmarino
  • 4-5 foglie d'alloro
  • 1/2 cipolla
  • 2-3 olive verdi snocciolate
  • olio extravergine d'oliva


Mettere le coscette in una scodella in frigo, a passare la notte in compagnia di 7 spicchi d'aglio (che nottata!!!), vino bianco, rosmarino ed alloro. Il giorno seguente imbiondire il restante spicchio d'aglio e la cipolla tagliata a rondelle in un goccio d'olio. Aggiungere le olive verdi, il peperoncino tagliato a listerelle e le coscette di pollo. Appena il pollo avrà preso un po' di colore da ambedue i lati, aggiungere un po' del vino rimasto. Appena anche il vino si sarà asciugato, aggiungere la passata di pomodoro, il restante vino e abbassare la fiamma. Coprire la padella e lasciar cuocere lentamente per almeno 20 minuti. Assaggiare ed eventualmente salare e pepare.

DA ACCOMPAGNARE CON


Qualche maligno dice che all'olio spagnolo viene aggiunta la clorofilla per renderlo più verde. Saranno i soliti vecchi campanilisti che pensano che gli unici prodotti di qualità si fanno in Italia. Non sono un'esperta d'olio, ma penso che il colore verde dell'olio spagnolo sia dovuto al clima, alla diversità del terreno .... e sono rimasta davvero entusiasta di un olio che ho trovato qui, a migliaia di chilometri dalla città di produzione: aceite de oliva virgen extra Emilio Vallejo, di Jaén, Andalucía - Spagna. Sarà che in questo caso parliamo di un prodotto della capitale mondiale della produzione d'olio d'oliva (per maggiore concentrazione di piante d'olivo e di impianti di produzione) ma ha un profumo incredibile, straordinario soprattutto per me che non sento la maggior parte degli odori/profumi (purtroppo!!!).
Quindi l'ho subito provato con le patatine croccanti light, dalla ricetta del nostro amico di scorribande J.R., che naturalmente è di Jaén.

INGREDIENTI per 2 persone

  • 6 patate di media grandezza
  • rosmarino fresco
  • sale grosso
  • pepe
  • olio extravergine d'oliva


Tagliare le patatine a dadini e metterle in una scodella. Condirle con 3 cucchiai d'olio extravergine di oliva (dipende da quanto light si vogliono ottenere), salare, pepare ed aggiungere del rosmarino fresco. Mescolare il tutto e sparpagliare sulla teglia da forno (da non dimenticare la carta da forno!). Infornare a circa 180-200°C (modalità statico) per 20-25 minuti.



domenica 25 novembre 2007

TORTEI DE PATATE


Anc
òi mi sènti

Ancòi mi sènti
Oggi mi sento
persiéri 'ngremidi
pensieri infreddoliti
senza parole
senza parole
che 'l vènt el sparpaia,
che il vento sparpaglia
ogni dì pu lontan,
ogni giorno più lontano
come fòie crodade
come foglie cadute
sui òri de le strade.
ai margini delle strade

Voròssi narge dré
Vorrei seguirle
per binàrmele 'nsèma,
per raccoglierle
ma l'è massa fret
ma è troppo freddo
e le man le me trèma.
e le mani mi tremano.

Spèti che passia 'l vènt
Aspetto che passino il vento
e i fredi de l'autòn
e i freddi dell'autunno
per tornar n'auter dì
per tornare un altro giorno
pu calmo e pu seren.
più calmo e più sereno

Forsi l'è mèio 'nzì,
Forse è meglio così
sinò doman
altrimenti domani
en pugn de fòie sèce
un pugno di foglie secche
me giteròssi 'n man
mi troverei in mano
e 'ntel còr avelì
e nel cuore avvilito
paròle che no conta.
parole che non contano.

(Anselmo Chini, 24 novembre 1995)


I tortei de patate sono un piatto tipico della cucina trentina e soprattutto della cucina nonesa (della Valle di Non) e come molti piatti tradizionali della nostra regione, anche il tortel, per motivi storici, ha radici mitteleuropee (Austria, Germania, Boemia), dove si chiama generalmente Kartoffelpuffer.
Questo è un piatto molto povero, usuale nella cucina di un tempo, quando la nostra mamma era piccola e l'alimentazione quotidiana si basava di polenta (a volte "
conciàda gió"), panada, o semplicemente patate. La carne era purtroppo un piatto raro con il quale si "colorava" la festa (ovvero la domenica).
Le nostre tradizioni, come si sa, molte volte possono rappresentare una zavorra, un peso al nostro volerci aprire a nuove culture ed a nuovi stili di vita, mentre il bello è proprio rivivere i momenti di un tempo accompagnati dal cibo e dai suoi profumi e sapori.
Questa ricetta vuole essere un piccolo dono ai nostri avi, alle nostre nonne ed alla loro storia, al loro passato che le ha segnate profondamente ma che a volte non vuole più riaffiorare e quello che rimane sono filastrocche a metà che forse non conosceremo mai.



Ingredienti per 2 persone

  • 2 patate grandi
  • farina q.b.
  • 200 ml ca. di acqua
  • sale
  • 1 goccio d'olio per friggere
Sbucciare le patate e grattugiarle con i fori più grandi della grattugia. Aggiungere poco a poco la farina per asciugare l'acqua delle patate, poi il sale e poi ancora un po' di farina e dell'acqua tiepida fino ad ottenere un composto omogeneo, ma dove l'ingrediente dominante è sempre la patata.
Scaldare l'olio in una padella e cuocere i tortelli a fuoco medio fino al raggiungimento della doratura da entrambi i lati.
I tortei si mangiano accompagnati con salumi e formaggi vari, cavolo cappuccio crudo condito, fagioli stufati e conditi con cipolla cruda e alla carne salada, carne bovina macerata nelle spezie per almeno 40 giorni.


SPETTACOLO DIVINO

Con questo piatto vi consigliamo
TEROLDEGO ROTALIANO - Azienda agricola DE VESCOVI ULZBACH
(Mezzocorona - Trentino-Alto Adige)

http://www.devescoviulzbach.it/

Per questa ricetta dal territorio propongo un vino del territorio, convinta che cucina e vino debbano andare a braccetto per essere vincenti; il gusto di un popolo è ancestrale e difficilmente sradicabile dalla memoria. Nel subconscio ritornano i profumi, gli aromi, i gusti del bambino che tutti noi siamo stati.

Dalla Piana Rotaliana attraverso la forra della Rocchetta si entra in Val di Non, si cambia lingua e si apre questa dolce vallata verde e dagli scenari magici, qui si cucinano i tortei da patate.

Vi propongo quindi un vino autoctono della Piana Rotaliana: il Teroldego. La zona D.O.C. di coltivazione di questa varietà è stata ampliata di recente e si estende anche nella parte meridionale della Val di Non.

NOTE TECNICHE
Un rosso fresco, vinificato con macerazione breve (7 giorni) sulle bucce in serbatoi di acciaio, affinamento parte in legno e parte in acciaio, fermentazione malolattica spontanea, dopo 10 mesi imbottigliamento e ulteriore riposo in bottiglia per 4/5 mesi. La varietà si distingue per il colore rosso intenso dalle sfumature marcatamente violacee. Al naso ci colpisce la fresca nota di frutti di bosco e, sarà il colore a suggestionare, ma si sente pure la viola.
Equilibrato in bocca, tannino dolce, vino morbido, dalla consistenza che ricorda il velluto con un'acidità spiccata che esalta la sua freschezza. L'acidità aiuta inoltre a sgrassare la bocca dal fritto.

L'Azienda Agricola De Vescovi Ulzbach si trova a Mezzocorona, nel cuore della Piana Rotaliana e si distingue per la gestione strettamente familiare, l'attenzione, la cura, la passione per il territorio, per la vite e per il vino.